Lettera a Renato Filippelli di Carmen Moscariello

Lettera a Renato Filippelli  di Carmen Moscariello

Carissimo Renato,

sono tornate le rondini marine e questa mattina sfrigolano, lambendo le acque e in gruppi festosi sfiorano il mio giardino, ci sono anche uccelli piccoli e delicati tra le foglie della mia pianta di Lauro, spesso si poggiano lievi sui rami anche piccoli canarini , ed anche pappagalli colorati, qualche giorno fa, sulla salita della mia casa, ho visto un giovane  fagiano tutto pettoruto che passeggiava nei pressi della villa di Remigio Paone e ha fatto intorno a me una danza propiziatoria. Ieri  ho letto anche un articolo a pagina intera che riguardava Pierpaolo, sai è riuscito a fare di Torre Annunziata e dintorni un mondo di collaborati di giustizia, hanno fiducia in lui e gli rivelano ogni cosa,  ultimamente di delinquenti ne ha arrestati più di ottocento, ieri ha fatto arrestare anche  tre uomini della Guardia di Finanza. Tuo nipote Renato è bello come un Dio, ti assomiglia d’aspetto, intelligenza e garbo, ha un eloquio raffinato e un tono di voce che assomiglia al tuo, ormai è un giovanotto ed è alto quanto il padre. Ho visto Pierpaolo alla presentazione del mio ultimo libro “Modigliani .L’anima dipinta”, nonostante i suoi impegni, era lì al Suor Orsola,(la tua Università), prima ancora che io arrivassi.  Ha fatto tesoro dei tuoi insegnamenti.

Tu per tutti noi non sei mai partito. Ti parliamo, qualche volta ci dispiace perché tu non rispondi, ma io ti ho sognato felice nel tuo nuovo mondo, mi hai sorriso e parlato, non sono riuscita, però,  a sentire le tue parole.

Qui è un vero inferno, siamo appena “usciti” dal coronavirus, che ha fatto migliaia  di morti. Un momento della storia triste, come una guerra, tra i più tragici, che ci ha fatto capire che poi tra i vivi e i morti non ci sia così grande distanza. Il Premio che ti ho dedicato è diventato “mon diale” ,so che sorriderai e dirai “Carmen non essere esagerata!”.  Il tuo nome vola lontano, la tua famiglia ti è fedele, ti ama, loro ti scrivono ogni giorno. Ho colloqui assidui e immensi con Fiammetta, l’ ho vista a Roma alla Gangemi Editore, è bella, dolce e immensa, ha pubblicato molti lavori sulla tua poesia e un’antologia di primordine proprio con la Gangemi e le tue poesie inedite con Guida. Giuseppe Limone  e Francesco D’Episcopo  hanno  scritto parole di luce sulla tua poesia e sulla tua graziosa persona. C’è un grande vuoto, da quando sei partito il mondo culturale che tu guidavi è quasi tutto degenerato e le persone sulle quali mi mettevi in guardia hanno dimostrato di essere altro. Vorrei seminare nei cieli la tua memoria, essere una cicala cretese che sullo scoglio del mare canta i tuoi versi. Qualche tempo fa ho incontrato Mimma,[1] mi ha detto che Pierpaolo e Renato junior sono rimasti chiusi nella Casa del Padre[2] a Cascano. Dì la verità, sei stato tu! Perché l’hai fatto ? Cosa temi? Hai paura per lui? . Pierpaolo ha dovuto chiamare aiuti per uscire dalla casa!

Nel cielo splende sempre la purezza e la gioia della nostra amicizia. L’ho chiusa nel mio pugno, come quando bambina, catturavo i raggi di luce che si incrociavano nella mia stanza e gridavo a mia madre che avevo catturato un gioiello. Anche i miei anni sono cresciuti e hanno lasciato i loro segni , ma la mia vita “è trasparente”  come tu mi dicevi “ ti si legge negli occhi ogni tuo pensiero, ogni cruccio, ogni gioia” Ieri  ho pubblicato quella bella poesia che scrivesti per Giulia Gonzaga è l’ultima che hai scritto, l’hai dedicata a me “ A Carmen Moscariello, la più squisita dei poeti del nostro tempo”, la leggo spesso, come tutti i tuoi versi. Nella mia casa tu vivi. E’ venuta Mimma a trovarmi e ha trovato sul comò della mia camera la foto che mi regalasti, ci siamo io, tu, Pisanti e…) E’ bella, ricca di giovinezza, di complicità, di amici veri! Né il focalare della tua casa, dei tuoi figli e di tua moglie si è mai spento. Mimma è stata colpita da due gravissimi lutti: ha perso la madre e il fratello, si dedica con passione e amore ai tuoi molti nipoti e ai tuoi figli, come ha sempre fatto e tu le hai sempre riconosciuto, ora vive stabilmente a Scauri. Chiara ha una bambina bellissima, come lei, delicata e tenera con due occhi neri che sembrano scintille, così il figlio di Fiammetta “ Carmen ,ma non vedi quanto è lungo?”, mi dicevi,  allora quando aveva   pochi mesi, oggi è un ragazzo bello e intelligente, guidato con mano accorta da Fiammetta.

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[1] E’ la moglie del Poeta;

[2] Così la chiamava il Poeta. Qui egli era nato e vissuto felice con la madre e il Padre. Figure fortemente presenti nelle sue poesie.